Secondo una precisazione dell’Agenzia delle Entrate e ai sensi e per gli effetti dell’articolo 7, comma 1, lett. b), della L. 488/1999, è possibile applicare l’IVA al 10% agli interventi di recupero del patrimonio edilizio a prevalente destinazione abitativa privata, anche se si tratta di semplice manutenzione ordinaria o straordinaria.

Tale disposizione è caratterizzata da un’importante limitazione legata all’eventuale presenza di “beni di valore significativo”, identificati tassativamente dal D.M. 29 dicembre 1999, tra i quali sono menzionate le caldaie:

  • Se nella prestazione è coinvolto uno di tali beni, l’aliquota IVA del 10% è applicabile alla totalità del corrispettivo, solo se il valore dei beni significativi non supera la metà del corrispettivo complessivo.
  • In caso contrario, l’aliquota IVA di favore si può applicare “solo” alla parte di corrispettivo non riferibile a beni “significativi” nonché alla differenza tra il valore complessivo della prestazione e quello del bene significativo. Sulla parte residua del valore del bene significato si deve invece applicare l’aliquota IVA ordinaria.

Facciamo un esempio:

Costo complessivo pari a  8.000€ di cui 4.500€ sono quelli relativi al bene di valore significativo.

L’aliquota IVA al 10% verrà applicata solo alla differenza tra il costo complessivo e il valore del bene (8.000-4.500=3.500€). Alla restante parte (4.500-3.500=1.000€) sarà applicata l’aliquota IVA ordinaria.

 

In un chiarimento, in risposta ad un quesito del CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato), nel Maggio 2014, l’Agenzia delle Entrate ha precisato inoltre i casi in cui le stufe a pellet possono assumere la natura di “bene significativo”, e quindi essere assimilabili alle caldaie.

Le stufe a pellet assumono natura di “bene significativo” soltanto se in grado di riscaldare sia l’acqua per usi sanitari che quella destinata all’impianto di riscaldamento.

 

In sintesi, nel campo di una ristrutturazione abitativa, l'introduzione di una stufa a pellet beneficia dell’IVA agevolata al 10% solo nel caso in cui si tratti di un impianto hydro, ovvero capace di riscaldare l’acqua che alimenta il sistema di riscaldamento sia degli ambienti che dell’acqua sanitaria stessa. Nel caso in cui si tratti di stufe a pellet ad aria o canalizzate, adatte cioè al riscaldamento esclusivo dell’ambiente, non è possibile godere dell’aliquota IVA ridotta del 10% e sono, quindi, escluse dall'agevolazione.